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giovedì 25 giugno 2009
Il mio Blog tradotto in altre lingue, (The Blog translated into other languages)
lunedì 11 maggio 2009
Hawk : il robot di casa
Suona la batteria, serve drinks ed impara tutto quello che hai cura di insegnargli, è Hawk il robot per la casa. Disegnato e costruito su un modello di robot i90, Hawk è un robot umanoide, con la faccia aggressiva e lunghe braccia artigliate.
Il robot è il frutto del lavoro di una piccola azienda canadese la Dr Robot, fondata da un gruppo di scienziati ed ingegnieri nel 2001, la quale ha anche progettato sistemi robotici per varie agenzie spaziali.
Hawk è alto 1.4mt usa una testa fornita di due telecamere, un sistema interno GPS e vari sensori che gli permettono di ottenere informazioni precise sulla composizione della casa, iclusi gli ostacoli. Le sue braccia hanno sei gradi di libertà che danno a ciascun braccio un giusto grado di movimento meccanico. Posto su una base con le ruote, Hawk può essere controllato con un telecomando o un touch screen posto sul suo petto.
Secondo gli sviluppatori, Hawk ha una autonomia che va dalle 2 alle 8 ore a seconda del tipo di configurazione di batterie scelte. E' in grado da solo di mettersi in ricarica. Può sollevare 1kg, abbastanza per portere dei drinks.
Dr Robot dice che il proprio obiettivo è quello di fornire robots ad alte prestazioni per un uso industriale, commerciale ed accademico ad un costo che sia affrontabile.
Qui di seguito le specifiche tecniche in inglese :
- Dual arms with 6 joints (DOF) + 2DOF gripper, reaching 60cm (2ft), with max lifting weight of 800g (optional 1kg)
- 6DOF animated head with dual 640x480 color cameras
- A 3.5-inch color display on chest, playing video (.wmv), audio and displaying images
- Overall height of 1.4m; Dimension: 43cm(L) x 38cm(W) x 140cm(H)
- Navigation and localization providing collision-free point-to-point autonomous navigation
- Vision-landmark base indoor localization (indoor GPS, position/orientation) sensor and the landmarks together provide precise position and direction information covering every inch of the floor
- Auto-docking and recharging station
- Fully wireless networked 802.11g
- OS independent application development tools
- Navigation sensors including six sonar and 10 IR range sensors
- Max speed 0.5m/sec
- Comprehensive circuit protection
- High-resolution pan-tilt-zoom (10X) camera
- Max payload of 10kg (optional 40kg) with body weight of 21kg
- Tele-operation and remote monitoring
- Extended operating time: two hour operation time on each recharge
- Upgrade options: laser scanner; power and battery systems for four, eight hours operation time are available
Per ordinare Hawk scrivere a Dr Robot qui sales@DrRobot.com. I prezzi non sono ancora disponibili.
Joe Martello
venerdì 8 maggio 2009
Elicottero robotico autoimpara a fare acrobazie
lunedì 27 aprile 2009
Festo AirPenguin
L'ultimo esempio di imitazione biologica, da parte dei robot, ce lo fornisce la German Electrical Automation Company con Festo, il quale imita la forma di un pinguino. L'AquaPenguins usa la forma idrodinamica dell'uccello e una propulsione alare che gli permette, a dispetto della controparte reale, di fare manovre in spazi angusti, ruotare su se stessi ed anche andare all'indietro.
Prendere spunto dalla natura, per il disegno del robot, ha consentito ai progettisti di avvantaggiarsi di milioni di anni di evoluzione e selezione naturale. Anche se i pinguini sono lenti e goffi sulla terra, 40 milioni di anni di evoluzione gli hanno donato un corpo affusolato che gli permette di essere estremamente efficienti sotto il profilo energetico e capaci di andare molto veloce in acqua. Sono questi attributi, in particolare, che Festo ha cercato di emulare in modo che queste innovazioni possano risultare utili per l'industria.
Per l' AquaPenguin, lo scheletro delle ali è formato da elementi in acciaio incorporati in una matrice di silicone elastico. Questo fa si che le ali possano girare in un angolo ottimale ad ogni battito nell'acqua. L'altezza dell'angolo può anche essere regolata, dando al pinguino robotico ulteriore manovrabilità.
La testa,il collo e la coda si basano su una struttura, di pinna 3D ad anelli, derivante dalla struttura anatomica delle pinne dei pesci, che permette al pinguino di muovere le sue forme "organiche" in ogni direzione. La struttura, pieghevole, si compone di montanti longitudinali flessibili con connessioni tangenziali per mantenere l'elasticità della pelle, questo inoltre aiuta il pinguino a muoversi sia verticalmente che orizzontalmente.
Gli stessi principi, di costruzione, sono stai adottati per L'AirPenguins, anche se la struttura ad anelli 3D è stata modificata un pò. Per farlo volare i progettisti hanno riempito un pallone, con circa un metro cubo di elio, che può innalzare fino ad 1 kg. Un sistema di barre e giunti mossi da fili e puleggie sono usati per guidare il pinguino nell'aria.
Con l' AquaPenguins, un potente motore elettrico, è usato per controllare lo sbattere delle ali e regolarne l'ampiezza in modo da imitare perfettamente il volo subaqueo del pinguino. Il movimento delle ali è automatico consentendo un più facile controllo da parte di chi lo guida.
L' AirPenguins, d'altra parte, si basa su una serie di meccanismi, chiamati attuatori, per controllare quante volte, le ali sbattono e se si muovono davanti e indietro o sopre e sotto.
Festo non ha limitato i suoi studi solo al pinguino. I ricercatori hanno studiato, anche, pipistrelli e delfini per aiutarsi a disegnare il sistema di sensori 3D. L' AquaPenguins sono formati di speciali sonar 3d per analizzare quello che gli sta attorno, usano segnali radio ad ultrasuoni per misurare costantemente la distanza tra i pannelli della vasca, prevenire collisioni e navigare autonomamente oppure in gruppo. Un'altro sensore è usato per la profondità.
Gli stessi principi sono usati per condurre l' AirPenguins, ma i loro movimenti sono monitorati da una stazione trasmittente invisibile agli ultrasuoni.
Festo ha costrito i pinguini per creare un'opportunità nella tecnologia di progettazione ed automazione. La società ha già riscontrato i primi successi progettando una mano robotica, chiamata BionicTripod con FinGripper, Secondo Festo, la Bionic Tripod è in grado di compiere applicazioni prendi e posa, anche con ogetti molto fragili.
Joe Martello
venerdì 24 aprile 2009
Across the Universe Day : I Beatles nello Sapzio
Il 4 febbraio 2008, alle 19:00 (orario della costa orientale degli U.S.A. Alle 01:00 del 5 febbraio ora italiana), la NASA ha trasmesso via radio "Across The Universe" in direzione della Stella Polare, a 431 anni luce di distanza, per festeggiare il quarantesimo anniversario della canzone, il quarantacinquesimo anniversario del Deep Space Network, e i cinquant'anni della NASA. L'idea è nata dallo storico dei Beatles Martin Lewis, che ha invitato tutti i fan della band ad ascoltare il brano contemporaneamente al suo lancio verso la stella, da ogni parte del mondo così da creare una sorta di "flusso armonico planetario". Inoltre questa data è stata dichiarata "Across the Universe Day": il giorno in cui per la prima volta una canzone è stata trasmessa nello spazio profondo. L'evento è stato approvato da Paul McCartney, Yoko Ono, e Apple Records.[1]
Across The Universe
(Lennon/McCartney)
Lead vocal: John
Words are flowing out like endless rain into a paper cup,
They slither wildly as they slip away across the universe
Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my open mind,
Possessing and caressing me.
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world, Nothing's gonna change my world.
Nothing's gonna change my world, Nothing's gonna change my world.
Images of broken light which dance before me like a million eyes,
They call me on and on across the universe,
Thoughts meander like a restless wind inside a letter box
They tumble blindly as they make their way
Across the universe
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world, Nothing's gonna change my world.
Nothing's gonna change my world, Nothing's gonna change my world.
Sounds of laughter shades of love are
Ringing through my open ears inciting and inviting me
Limitless undying love which shines around me like a
Million suns, and calls me on and on
Across the universe
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world, Nothing's gonna change my world.
Nothing's gonna change my world, Nothing's gonna change my world.
Jai guru deva
Jai guru deva
Jai guru deva
Jai guru deva
Jai guru deva
Jai guru deva
Joe Martello
giovedì 23 aprile 2009
Dr. Zavos Scenziato o Cialtrone
"Ho clonato embrioni umani"
A detta del discusso dottore sarebbero stati impiantati 11 embrioni nell’utero di quattro donne ed alcune cellule sarebbero state prelevate anche dal cadavere di una bimba morta in un incidente
La Clonazione Umana, per la maggior parte di noi è una pratica inammissibile e immorale, che viola in modo gravissimo la sacralità della vita. Per alcuni, invece, (coppie infertili, genitori piegati dal dolore per aver perso un figlio, ad esempio) può rappresentare una speranza. Comunque la si voglia interpretare, la clonazione di esseri umani sta per diventare realtà. Questo grazie all’andrologo americano di origini cipriote, Panayiotis Zavos, che ieri ha annunciato al mondo: "Sono in grado di clonare un essere umano". Zavos, che lavora al progetto insieme a Karl Illmensee, un altro pioniere delle pratiche che hanno clonato la famosa pecora Dolly nel ’96, ha cominciato i primi tentativi di clonazione di embrioni umani nel 2003, ma non è mai riuscito a dimostrare con certezza le sue tecniche.
QUESTA volta ha voluto che ci fosse una prova inconfutabile del suo lavoro e si è fatto filmare da un regista indipendente, Peter Williams, che ha realizzato un documentario sulle tecniche di Zavos; il video è andato in onda ieri sera sul canale televisivo Discovery Channel. Nel filmato si vede Zavos all’opera, mentre riproduce embrioni umani in un laboratorio segreto, probabilmente situato in Medio Oriente, dove queste pratiche non sono bandite, a differenza che in Europa e in gran parte del resto del mondo.
L’ESPERTO di fecondazione assistita ha dimostrato di essere riuscito a creare 14 embrioni umani di cui 11 sarebbero stato impiantati nell’utero di 4 donne diverse, che si sono prestate come cavie per l’esperimento. Le 4 pazienti (di cui 3 sposate e una single) non sarebbero però riuscite a portare a termine la gravidanza. Zavos ha spiegato: "Non sono andate a buon fine: perchè non c’erano le condizioni necessarie. Sono sicuro che con pazienti più idonee, e ne abbiamo a centinaia che fanno la fila, dovremmo riuscire a portare a termine una gravidanza". Anche la pecora Dolly, dopotutto, ha richiesto 277 tentativi prima di nascere, ed è poi morta con gravi disfunzioni 6 anni dopo (gli scienziati le avevano dato un’aspettativa di 12 circa). Zavos, i cui servizi costano dai 45mila ai 75mila dollari, ha continuato: "Non c’è alcun dubbio che il primo bambino clonato sta per arrivare. Magari non sarò io a crearlo, ma è certo che questo accadrà. Io potrei farlo nel giro di un anno".
ZAVOS ha poi rivelato di aver clonato embrioni da 3 persone morte, inclusa una bambina di 10 anni, Cady, morta in un incidente stradale. L’esperto di fertilità lo avrebbe fatto dopo aver ricevuto richieste da parte delle famiglie dei defunti, che lo avrebbero pregato di usare le cellule dei loro cari per i suoi esperimenti. E così Zavos ha prelevato cellule dai cadaveri e le ha fuse con ovuli di mucche, da cui era stato rimosso il materiale genetico. Di questi embrioni ibridi umano-animali, Zavos se ne sarebbe servito per creare un modello di clonazione. "Non è mai stata mia intenzione impiantare questi embrioni in un utero umano. Mi sono serviti solo per studio, per creare un modello genetico, evitando così la sperimentazione su cavie umane."
Joe Martello
venerdì 17 aprile 2009
Michelin Tweel diventa la ruota per il Rover Lunare della NASA
giovedì 16 aprile 2009
Vuoi guidare un Rover?
Il Red Rover della Astrobotic sarà esposto e messo in azione durante il famoso Carnevale della Carnegie Mellon University. Questa è un'opportunità per tutti di interagire con il Red Rover e vederlo in azione. A 20 fortunati partecipanti sarà data l'opportunità aanche di guidarlo! Visto che non tutti saranno in grado di andare a vedere il Red Rover in azione, lascio un link per visualizzare l'evento in diretta attraverso gli occhi del Red Rover. L'evento si terrà Sabato 18 Aprile 2009 dalle 11:00 am - 1:00 pm ora americana.
Per ottenere indicazioni, fare clic sul robot nella mappa interattiva sottostante.
[googlemaps http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&hl=en&msa=0&msid=109455339307699382757.000467a0c338fffaf3d06&t=h&source=embed&ll=40.441656,-79.943733&spn=0.002858,0.00456&output=embed&w=425&h=350]
La prima gara al mondo di motocross con moto elettriche si terrà in California
"When the flag drops, the bullshit stops", letteralmente quando la bandiera sventola le str**te si fermano come dicono gli addetti ai lavori. Le prestazione ed il potenziale di una moto elettrica sono quasi illimitate, con indubbi vantaggi ripetto ai motori a benzina, per tanti motivi. La tecnologia delle batterie comicia adesso a recuperare il ritardo accumulato rispetto ai bisogni del mercato ma fino a qualche tempo fà nessuno metteva in risalto la convenienza di usare motori elettrici sulle moto. Proprio questa settimana, la FIM (Fédération Internationale de Motocyclisme) ha annunciato un TT Grand Prix a zero emissioni sull'Isola di Man nel mese di Giugno ed ha aperto la strada alle moto elettriche di competere, nel futuro, anche con moto, di alto livello, con motori a scoppio. Ora gli specioalisti dell'off-road con moto elettriche si sono preparati per la prima gara di motocross, 24h di resistenza, che si è tenuta il 4 Aprile in California. La bandiera è sventolata sulle moto elettriche, giusto il tempo di vedere chi era il migliore e chi invece rimaneva a mangiare la polvere. Sicuramente una delle moto più popolari, sulla griglia di partenza, è stata proprio il modello "X" di Zero Motorcycles , con i suoi quasi 70kg di peso, un motore da 23hp, 60 di torsione di coppia e con batterie al litio, molto avanzate, che possono erogare fino a 2 ore di puro divertimento. La moto costa da sola USD $ 7750 e viene spedita direttamante a casa del cliente, inoltre è possibile acquistare un'altro pacco batterie, che si caricano in meno di 2 ore, con poco meno di $ 3000 USD. E' un po' più costosa di una normale moto a benzina con motore 250, ma fondamentalmente non richiede alcuna manutenzione, e può essere aggiornata con nuove batterie e nuovo software ogni volta che si rendono disponibili. E 'molto silenziosa, il che elimina le lamentele ,dei campeggiatori e turisti, sull'inquinamento sia acustico che ambientale prodotto dalle moto tradizionali. I motocicli elettrici hanno un enorme potenziale come segmento di mercato, e anche se in queste prime gare sarà evidenziato qualche punto debole, comunque bisognerà insistere nel percorrere questa via nel prossimo futuro
HAL l'esoscheletro che può aumentare la tu forza di 10 volte
venerdì 10 aprile 2009
X Prize Foundation
La X Prize Foundation è una organizzazione no-profit che progetta e gestisce competizioni pubbliche con fine ultimo il bene del genere umano. La sua missione è quella di causare un cambiamento radicale per il bene dell'uomo. La fondazione incoraggia i partecipanti, alle sue competizioni, mettendo in palio cifre considerevoli di denaro. Le origini di questo tipo di competizioni risalgono al 1919 quando il proprietario,di origini francesi, di un albergo di New York City decise di mettere in palio ben 25,000$, per il primo aviatore che fosse stato in grado di volare non stop da New York a Parigi. La prima compatizione sponsorizzata dalla X Prize foundation è stato l' Ansari X Prize, che sarebbe stato assegnato al primo team che fosse stato in grado di compiere un volo suborbitale. Il premio fu vinto nel 2004 da Burt Rutan (designer di aerei) il quale con la sua SpaceShipOne riuscì a compiere l'impresa e a prendersi il premio. nel frattemo negli anni sono nati altri progetti come la prima missione commerciale sulla luna, una macchina a basso impatto ambiantale e Genoma.
Fonti: Wikipedia
